SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Adozioni “a vicinanza”
per sostenere le famiglie
ancora provate dalla crisi

Adozioni “a vicinanza”, cioè un sostegno economico che ricalca le modalità di aiuto delle classiche “adozioni a distanza”. Questa l’iniziativa promossa da Caritas Cremonese per far fronte alle situazioni di difficoltà di molte famiglie cremonesi ancora pesantemente colpite dagli effetti della crisi che coinvolge il mondo intero.

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Il periodo nero dell’economia non è ancora finito e ciò è evidente analizzando le richieste che giungono quotidianamente alla Caritas diocesana, in particolare attraverso il Centro d’ascolto di via Stenico: italiani e stranieri, con o senza lavoro, con figli piccoli o quasi maggiorenni. Si tratta di persone che faticano ad arrivare a fine mese, a pagare le bollette o l’affitto, a sostenere le spese sanitarie o scolastiche. A volte non servirebbe molto per rimettersi in carreggiata, ma senza un aiuto esterno la situazione rischia di peggiorare sempre di più, fino a diventare insostenibile. Non si tratta, purtroppo, di casi isolati e straordinari, ma di un triste quadro che dipinge l’ordinarietà. Ad essere maggiormente colpiti sono i più fragili: genitori soli con figli, gente che ha perso il lavoro o non ha più le garanzie economiche di un tempo, persone con una salute precaria. Cremonesi che fino a qualche tempo fa mai avrebbero immaginato di dover bussare alla porta della Caritas.

È a fronte di questo desolante quadro, mentre rimane attivo il “Fondo aiuto famiglie” istituito con la Quaresima di Carità del 2009 e rinnovato in vista della Pasqua 2012 (tuttora sono stati erogati oltre 350mila euro), Caritas Cremonese lancia la proposta di vere e proprie adozioni “a vicinanza”, con la presa in carico di famiglie del nostro territorio – anziché di lontane terre di missione – attraverso un regolare contributo.

«In questo tempo di crisi – precisa don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas diocesana – è possibile rintracciare un segno di speranza proprio nell’impegno e nella testimonianza della comunità cristiana che si fa attenta alla necessità di chi ha accanto. La crisi sta colpendo tutti e le situazioni di necessità sono evidenti nella quotidianità: tra i colleghi di lavoro, nei compagni di classe dei figli, nelle famiglie che abitano accanto a noi, negli anziani che frequentano le nostre parrocchie. Tutti siamo chiamati a metterci in gioco».

Ecco dunque la proposta concreta di un sostegno di vicinanza, che si realizza risparmiando una certa cifra di denaro da devolvere – mensilmente o annualmente – a una determinata famiglia messa in ginocchio dalla crisi, appunto con lo stesso meccanismo delle classiche “adozioni a distanza”.

Una proposta che anche mons. Lafranconi ha invitato a prendere seriamente in considerazione. Lo ha fatto in particolare al termine della processione cittadina del Corpus Domini, lo scorso 7 giugno. «In questi anni – ha detto il Presule – sono cresciute le adozioni a distanza, perché non pensare anche alle adozioni a vicinanza? Perché gruppi di famiglie, parrocchie o oratori non si prendono a carico una famiglia bisognosa attraverso un aiuto sistematico, anche di carattere economico? Un’iniziativa che la Caritas intende fare propria: famiglie che si affiancano ad altre famiglie in difficoltà, non soltanto attraverso un’offerta “una tantum”, ma con un accompagnamento costante che offra maggiore tranquillità e sicurezza».

Chi volesse aderire a questo progetto può ottenere maggiori informazioni e definire le possibilità di adozione contattando gli uffici della Caritas diocesana di via Stenico 2/B a Cremona (tel. 0372-35063; e-mail caritas@diocesidicremona.it).

Le situazioni da “adottare”

Il Il Centro d’ascolto della Caritas diocesana, anche a fronte delle prime disponibilità, ha già individuato alcune situazioni verso cui far convergere gli aiuti. «Si tratta di famiglie – spiegano dagli Uffici Caritas – che monitoriamo ormai da tempo e per le quali possiamo offrire garanzie. Questo tipo di progetto non intende elargire contributi a pioggia verso tutte le situazioni che ci sono presentate, ma vuole essere un sostegno mirato».

In particolare gli ambiti che si possono aiutare con questo sostegno di vicinanza riguardano spese sanitarie o di tipo scolastico, così come aiuti, sempre di carattere economico, a favore di chi ha perso il posto di lavoro o ha subito un ridimensionamento degli orari d’impiego. Ecco alcuni esempi concreti.

Ci sono nuclei familiari composti da un solo genitore e con diversi figli, per i quali risulta difficile garantire le spese per il loro percorso scolastico. È il caso di una vedova con la figlia che dopo il diploma vorrebbe iniziare l’università. Ma mancano i soldi per l’iscrizione. Eppure le capacità e la voglia di fare non mancano. In futuro poi le borse di studio copriranno ogni spesa, ma l’impossibilità di iscrizione blocca tutto.

C’è poi il caso di un padre di famiglia che a causa della crisi lavora saltuariamente. «Anche qui occorre sostenere il percorso scolastico dei figli – spiegano dalla Caritas –. Si tratta di una persona molto conosciuta in parrocchia, per la sua grande voglia di fare e la sua disponibilità: sarebbe bello che a fronte di così tanta stima ci fosse anche un sostegno concreto all’attuale situazione di difficoltà».

C’è poi il capitolo sanità: l’aumento del costo di medicinali grava pesantemente sui bilanci familiari.  È così per una mamma con figlio piccolo che, proprio a causa delle sue condizioni, non può lavorare. Ma l’indennità non è sufficiente per far fronte a tutte le spese.

Senza dimenticare i genitori soli che per accudire i figli non riescono a trovare un lavoro: non sempre i turni o gli orari sono compatibili con i tempi della scuola e, più in generale, le necessità dei figli (si pensi alla cura nel caso anche di una semplice influenza).

E c’è chi, per la perdita del lavoro, non riesce più a pagare affitto e bollette. Ma a volte basta un piccolo aiuto per superare questo momento e ritrovare l’autonomia.

Per tutti i casi sarà mantenuto il completo anonimato dei soggetti aiutati, pur garantendo agli “affidatari” un costante e puntuale resoconto della situazione.

Proposte concrete di sostegno di vicinanza

  • Una madre sola di tre figli (due studiano alle superiori, uno alle medie) ha svolto vari lavori, ma sempre temporanei: ora è disoccupata. Conosciuta anche dai Servizi sociali, dalla Caritas diocesana ha ricevuto contributi per il pagamento di tasse scolastiche e bollette.
  • Una famiglia composta da cinque persone: genitori e tre figli. Il padre lavora da sette anni per una cooperativa: da febbraio il contratto a tempo pieno è stato trasformato in tempo parziale con conseguente dimezzamento dello stipendio. La famiglia è sostenuta dalla Parrocchia con pacchi viveri e dalla Caritas diocesana per il pagamento dei ticket sanitari in quanto la madre ha problemi di salute, ma non gode della possibilità di esenzione.
  • Una famiglia formata da genitori e tre figli minori. Il padre, che ha sempre lavorato, da qualche tempo può contare solo su lavori saltuari. La famiglia, conosciuta anche in parrocchia, è stimata per la serietà e la disponibilità dimostrata ad aiutare con piccoli lavoretti di volontariato. La figlia più grande intende proseguire gli studi andando all’università: ha sempre conseguito ottimi risultati scolastici, ma le condizioni economiche non consentono il pagamento delle tasse universitarie. Caritas Cremonese, insieme alla Parrocchia, è intervenuta con contributi per spese scolastiche e pagamento delle utenze.
  • Una signora invalida vive con la giovane figlia che non riesce a trovare un’occupazione anche perché la mamma necessita di continue cure. Vivono con l’indennità di invalidità, che però non consente di far fronte a tutte le spese sanitarie della donna.
  • Una mamma con due figli minori lavora regolarmente da anni, ma part-time per riuscire a gestire gli orari scolastici dei figli non avendo una rete familiare di supporto. È parzialmente autonoma nelle spese, ma in alcuni periodi particolarmente gravosi non è in grado di far fronte a tutte le spese.
     

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