dopo-scuola: Casa di Nostra Signora

Non solo compiti al dopo-scuola della Casa di Nostra Signora

Partito il nuovo percorso di accompagnamento scolastico che propone anche un laboratorio teatrale

«Sogno dunque sono», è questo il titolo scelto per il dopo-scuola gratuito organizzato presso Casa di Nostra Signora, in via Ettore Sacchi a Cremona, dalla cooperativa “Servizi per l’accoglienza” insieme alla Caritas e in collaborazione con la rete del “Tavolo rosa”.

Il progetto, ripartito lunedì 24 settembre, si rivolge in particolare a ragazzi delle scuole medie e del primo biennio delle superiori. «La fascia di età che va dagli 11 ai 15 anni – osserva Nicoletta D’Oria Colonna, responsabile della struttura – è la fase in cui si sogna se stessi, il proprio futuro».

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Un sostegno per il percorso scolastico

Un futuro che si costruisce passo dopo passo, oltre le difficoltà. Per questo il percorso scolastico è una priorità  in un contesto in cui spesso le fragilità sorte in ambito famigliare a cui la scuola fatica a fare fronte, concorrono anche ad aumentare il fenomeno della dispersione scolastica e del ritardo di molti ragazzi nel proprio percorso di studi. Tutti i partecipanti al doposcuola dello scorso anno sono stati promossi grazie anche al lavoro delle volontarie, di cui la Casa di Nostra Signora è sempre alla ricerca per migliorare ed ampliare il servizio (oggi disponibile per 12-15 ragazzi)

Oltre all’accompagnamento scolastico, però, nei pomeriggi del dopo-scuola (lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 14.30 alle 16.30, con anche possibilità di pranzare e far merenda,)

la Casa di Nostra Signora diventa un luogo di incontro e di amicizia, un’alternativa alla solitudine o al “muretto”, dove condividere esperienze tra coetanei e anche con i genitori. .

Sulle orme di Ulisse: il laboratorio teatrale

Per questo oltre ai compiti «Sogno dunque sono» propone quest’anno anche un percorso teatrale nell’ambito del laboratorio di arte-terapia teatrale. I ragazzi, partendo dall’Odissea, costruiranno un piccolo pezzo teatrale, scrivendo il testo e portandolo in scena, dividendosi i ruoli e confezionando i costumi, disegnando scenografie e creando le musiche con l’aiuto di Marcello Villa.  Perché l’Odissea? «Perché tutti abbiamo bisogno di metterci in movimento verso la nostra Itaca – spiega Nicoletta d’Oria Colonna –  e perché Ulisse è tornato a casa grazie al figlio Telemaco… e questo personaggio ci aiuterà a riflettere e a “mettere le mani” sulla figura del padre, ruolo fortemente in crisi a livello generazionale e spesso assente/mancante nelle vite dei nostri ragazzi del doposcuola». Al termine dell’anno lo spettacolo realizzato sarà proposto agli ospiti della Casa e ai famigliari.

Una “banca del tempo” per coinvolgere i genitori

Sono soprattutto le mamme, spesso sole nell’educazione di questi ragazzi, a condividere con i figli alcuni momenti di questo percorso. Un coinvolgimento sottolineato da una sorta di “banca del tempo” in base alla quale, a seconda delle disponibilità e delle abilità, il genitore mette a disposizione una piccola parte del proprio tempo per sostenere le attività della Casa (i mestieri al doposcuola per esempio o il servizio di assistenza ai pasti) o delle altre comunità o di utenti del centro di Ascolto Caritas (accompagnare un anziano, fare riparazioni di sartoria…). Questo scambio responsabilizza i ragazzi nel rispetto delle regole del doposcuola e affranca i genitori da una concezione puramente assistenzialistica.

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