Casa di Nostra Signora

Invito

8 MARZO 2018

Come una Matrioska…

Ore 20.30 – 22.00

Casa di Nostra Signora

Via Ettore Sacchi 15 Cremona

  GUARDA: brochure Evento Come una matrioska…

  GUARDA: Presentazione dell’esposizionedei lavori di Arte terapia 

 

 

 

La Matrioska – Significato simbolico di uno dei souvenir più famosi del mondo.

Questa bambola di origine russa il cui nome è il vezzeggiativo di matrëna, derivante dal latino mater/ madre, è un souvenir molto popolare, ormai diffuso anche alle nostre latitudini.
A quanto pare la sua origine risale alla fine del XIX secolo: secondo alcuni sarebbe nata in Giappone, sull’isola di Houshu, quale derivazione delle bambole di legno Kokeshi, in seguito importata in Russia dalla moglie del collezionista d’arte Savva Mamontov; secondo altri a concepirla fu un monaco russo e qualcuno addirittura la fa derivare dalle scatole cinesi, le famose scatole di grandezza crescente inserite l’una nell’altra in sequenza.

Fu l’artista Sergej Maljutin (1859-1937) a disegnare, per la prima volta, una bambola che raffigurava una contadinella dalla faccia rotonda e dagli occhi luminosi, con sarafan e grembiule bianco e i capelli lisci pettinati con cura e nascosti in gran parte sotto un fazzoletto a fiori dai colori vivaci. Aveva in mano un gallo nero. Da allora le decorazioni sono diventate numerosissime: fiori, animali, chiese, icone, fiabe popolari, argomenti legati alla famiglia, capi religiosi e politici.

Ma quale è il significato simbolico di questa icona?
Ogni Matrioska contiene figure di tutti i tipi: donne, uomini, bambini, ma anche emozioni come il bene, il male, la paura, il dolore, la gioia, tutto fluisce ma tutto è contenuto, custodito. La matrioska può occupare pochissimo spazio, quando i pezzi che la compongono rimangono nel suo grembo, o molto, quando decide di sdoppiarsi, aprirsi e mostrare al mondo i suoi “strati” interiori.
In tal senso è tipicamente femminile in quanto custode, nel suo grembo simbolico, di numerosi “figli”.
La Matrioska è un cerchio magico che si apre con un pezzo chiamato “madre” e si chiude con un pezzo chiamato “seme”. E’ quindi un simbolo di fertilità, di famiglia e generosità.
La sua corpulenza ricorda gli artefatti dell’arte antica, dalle veneri paleolitiche ad alcuni giocattoli orientali.
Ma la Matrioska vuole simboleggiare anche la vita: in ognuna di esse vi sono raccolte storie, ricordi, relazioni, esperienze.
Essa ci insegna che più oggetti contemporaneamente possono occupare la medesima porzione di spazio, a dimostrazione che le apparenze ingannano e che l’Io è molteplice.
Le bambole in essa contenute rappresentano, secondo la tradizione, la madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina e via dicendo fino al piccolo seme, neonato forse riconducibile all’anima.
La parte più pura e invisibile, da cui si generano gli altri strati, che può essere scovata solo se si ha la pazienza di andare in profondità. C’è chi, nel seme, ravvisa l’atomo che contiene il tutto, incluse le bambole più grandi.
Ma interessante è anche il materiale tradizionale utilizzato per realizzarla: il legno, che deve avere alcune qualità peculiari come la resistenza, la durevolezza, la malleabilità. Un materiale rinnovabile, che ben si adatta ad essere rielaborato creativamente perché capace di reinventarsi in mille differenti modi.
Il legno è inoltre uno dei cinque elementi naturali riconosciuti dalla medicina cinese tradizionale. Per l’esattezza è il terzo elemento generato dall’Acqua e generatore del Fuoco.
Associato alla Terra, viene controllato dal Metallo. Solido ma modellabile, simboleggia il movimento verso l’esterno, è associato alla nascita e quindi alla primavera, l’inizio del ciclo della vita.
Da tradizione, viene privilegiato il legno di tiglio, simbolo di longevità e femminilità, e betulla, simbolo in Russia di fortuna e prosperità.
Gli alberi, tagliati ad inizio primavera, privati della corteccia e divisi in ceppi, vanno lasciati asciugare all’aria aperta per anni. Non appena il legno è pronto, un esperto artigiano si mette all’opera, lavorandolo e intagliandolo accuratamente, secondo un lunghissimo procedimento. E’ proprio il seme a essere realizzato per primo, poi si passa progressivamente alle bambole più grandi fino ad arrivare alla madre, che completa il cerchio invisibile.

Aprite tutte le bamboline e togliete solo la parte di sopra, lasciando solamente quella di sotto, una nell’altra, in cerchi concentrici fino al “seme”: eccola lì la storia, l’archetipo. …

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BRANO MUSICALE

Poesia: “Ci fu un tempo, ed ero bambina” di Emily Dickinson

BRANO MUSICALE

Lettura di una pagina sull’infanzia di Susanna Tamaro tratta da “Ogni angelo è tremendo”

BRANO MUSICALE

Lettura di un brano dal libro “Le madri salvate” di Colombe Schneck

BRANO MUSICALE

Lettura di un brano dal libro “Spingendo la morte più in là” di Mario Calabresi

BRANO MUSICALE

Lettura di un brano dal libro “Il tempo è un Dio breve” di Mariapia Veladiano

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Segue semplice momento conviviale.

Al pubblico presente verrà dato un foglio con i titoli dei libri e una breve presentazione di essi, per lasciare il desiderio di conoscere più a fondo la storia delle donne narrate in questi testi ( che sono stati letti seguendo il principio della costruzione della Matrioska: partendo dal seme fino ad arrivare alla madre).

Inoltre saranno disponibili segnalibri a tema da omaggiare.

OGNI PARTECIPANTE PUO’ PROPORRE UNA RIFLESSIONE, LEGGERE UN BRANO…  

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