Fondo Anticrisi: Primo Bilancio
In 12 mesi
aiuti per 270 famiglie
Attraverso il microcredito
distribuiti 60.000 euro
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Sono passati oltre dodici mesi da quando il vescovo Lafranconi, in occasione della Quaresima di Carità 2009, invitò la comunità cremonese a destinare alla Caritas diocesana la tradizionale raccolta per potenziare gli strumenti di sostegno al reddito delle famiglie colpite dalla crisi. In questo periodo sono stati raccolti circa 120mila euro, dei quali oltre 110mila già destinati a 277 nuclei famigliari, colpiti principalmente dalla perdita del lavoro, per aiutare a saldare principalmente bollette, affitti, spese sanitarie e scolastiche.
A testimoniare che la crisi continua e che numerose famiglie sono sempre più in difficoltà nell’arrivare alla fine del mese, sono i quasi 7mila euro erogati dalla Caritas diocesana nel mese di maggio per coprire le richieste di sostegno di 27 nuclei famigliari.
Agli aiuti a fondo perduto, destinati a chi ha perso quasi o interamente la capacità di reddito, si aggiungono le richieste di microcredito nello stesso periodo per circa 6.500 euro, che portano i finanziamenti erogati dalla Fondazione S. Facio (braccio operativo della Caritas) alla soglia dei 60mila euro, a cui hanno avuto accesso 38 famiglie.
Per la Caritas, il microcredito rappresenta infatti uno strumento di lotta alla povertà ma anche un’opportunità di affermazione e crescita di identità, di dignità, di solidarietà, di condivisione delle risorse e impegno per l’affermazione del diritto al lavoro.
Cifre importanti che aiutano a capire che la grande crisi che stiamo attraversando non è passata e che anzi, con l’esaurimento dei fondi destinati alla cassa integrazione, rischia di andare a colpire ulteriormente le famiglie. La crisi inoltre ha contribuito a peggiorare le condizioni di chi erano già nel bisogno: sono aumentati i flussi nei Centri di ascolto di coloro che sono in difficoltà economica. Ma soprattutto essa ha fatto precipitare nella zona grigia dell’insicurezza e della vulnerabilità, con forti rischi di impoverimento, molte famiglie che non se lo sarebbero mai aspettato: coloro che credevano di avere un lavoro sicuro e che hanno acceso mutui per la casa e finanziamenti per le spese domestiche.
A febbraio 2009 Caritas cremonese e Commissione diocesana per la pastorale sociale scrivevano nel documento «L’attuale difficoltà economica tocca le famiglie ed interpella le comunità cristiane»: «Il nostro obiettivo più immediato è creare le condizioni perché la rete di solidarietà delle comunità parrocchiali sia in grado di intercettare e raggiungere le persone che si dovessero trovare in situazioni di emergenza a causa della perdita del lavoro o della drastica riduzione dello stipendio».
Da allora molte comunità parrocchiali hanno riflettuto sul significato della crisi economica, sui suoi effetti e si sono attivate, dotandosi di strumenti per essere vicine alle famiglie colpite dalla perdita del lavoro o dalla disoccupazione, in modo particolare a quelle prive di aiuti economici da parte di familiari e amici o di altre forme di aiuto o insufficienti rispetto alle necessità. Su tutte vale l’esempio della parrocchia di Castelleone, che su impulso del Consiglio pastorale ha costituito un fondo gestito da una commissione e da un gruppo operativo, che ha raccolto circa 40mila euro, destinandone già circa 35mila a 37 nuclei familiari in difficoltà.
Quando le stesse parrocchie non sono state in grado di sostenere le esigenze delle famiglie rimaste senza fonte di reddito, è intervenuta la Caritas diocesana mettendo a disposizione il proprio fondo: in un anno sono stati 41 gli interventi sollecitati dalle Caritas parrocchiali alle quali sono stati destinati circa 39mila euro.
Rimane infine necessaria e non procrastinabile una riflessione seria e approfondita su alcuni aspetti della crisi economica, in particolare quelli che ricadono sulle famiglie e le persone, e momenti di formazione su alcuni aspetti specifici, che hanno anche una valenza etica significativa, quali ad esempio i nuovi stili di vita, le questioni legate all’energia (risparmio energetico, ecc.), l’educazione al risparmio e l’educazione al consumo.



