Sostegno a distanza BRASILE

“una cosa davvero che stiamo imparando in Brasile è che non è bene fare troppi progetti, qui dicono : Deus sabe o que faz, o, se Deus quiser, quindi, se riusciremo ci metteremo sempre nelle mani di Dio sapendo che farà il meglio per noi.”

Missionari ANNA & RENO


Per dare un po’  di notizie, comincio dalla vita dei bambini che, da quando siamo a Salvador è cambiata notevolmente e, di conseguenza, è cambiata anche la nostra; o meglio, sono i ritmi ad essere cambiati. Ci lamentavamo perchè ad Araçuaì i bambini non avevano  attività, invece qui, grazie a Dio, tutti hanno il tempo un po’  occupato, vanno a scuola, fanno sport e vanno al catechismo e……. beh cominciamo:

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Beatriz, ha adesso 16 anni ed ha iniziato la 1° superiore. Va a scuola al mattino, così come Franciane e Karolayne,  e si devono  alzare presto perchè  il pullmino della scuola viene a prenderle alle 6,30 visto che la scuola inizia alle 7,00. Poi, tutti  i pomeriggi  va a fare allenamento di atletica e va di onibus, perchè il campo è distante 25 km. (pur essendo nella stessa città, solo in un altro quartiere. Pensate  che da casa per il centro storico sono 30 km.) e rimane fuori dalle 15 alle 19……poi generalmente alla domenica va a fare le gare, in una città qui vicina. Noi siamo molto contenti perchè fa dello sport, quindi ha il tempo impegnato in qualcosa di positivo ed ha anche ottimi risultati. Ha già vinto un sacco di gare, è stata a Curitiba ( una città dello stato del Paranà) dove ha partecipato alle finali nazionali di atletica scolastica e a Porto alegre, ( nel Rio Grande do sul) dove ha partecipato alle olimpiadi scolari. È già campionessa della Bahia dei 100 m. e dei 400m. giovanili ed è stata premiata come atleta distacco della Bahia del 2012. Beh, insomma, ha anche delle belle soddisfazioni, viaggia e frequenta ambienti sicuramente positivi. La scorsa domenica ha fatto anche la Cresima e le abbiamo fatto una bella festa per questo altro momento importante della sua vita.


Franciane, che ora ha 11 anni,  a scuola sta frequentando la 3° elementare. L’abbiamo tolta dalla scuola pubblica ed inserita nella stessa scuola dei bambini, per avere la possibilità di fermarla un anno, (cosa che nelle scuole pubbliche non era possibile, loro promuovono tutti fino alla 4° anche se non stanno apprendendo ) e di farle recuperare le lacune che ha. Lei è stata contenta e sente che sta imparando, quindi noi la vediamo come una cosa molto positiva. Anche lei il pomeriggio, 2 volte alla settimana fa uno sport. Ha scelto il judo ed anche lei sembra sia una buona judoca. Ha già fatto un paio di gare ed ha vinto.  Inoltre il sabato pomeriggio sta facendo catechismo e, con Matteo, si prepara per fare la Prima Comunione, il prossimo anno.


Karolayne sta frequentando la 1° elementare e, come sport ha scelto la ginnastica ritmica. Ha cominciato da poco ma le piace molto e a fine anno farà un saggio. Anche lei ha 2 pomeriggi impegnati con lo sport ed il sabato va a catechismo.

I bambini vanno invece a scuola il pomeriggio ed  hanno le attività sportive il mattino.


Wendel ha ora 12 anni e frequenta la 1° media ed ha scelto di  fare karate. Va  2 volte la settimana ed il sabato va a catechismo.  Ha già fatto 3 passaggi di fascia ed è molto bravo nei katà.


Matteo fa ippica. Gli piacciono tantissimo i cavalli e già salta gli ostacoli. Ha fatto già delle gare con un 1° ed un 2° posto.


Il piccolo Juan Henrique che ha ancora 3 anni, va a scuola al pomeriggio con i maschietti; ci avevano proposto di fargli provare ippica di forma gratuita. È andato un paio di volte, ma poi  non ha voluto continuare. Penso sia ancora troppo piccolo, ma era fatto di forma molto giocosa, era bello, beh, evidentemente a lui non ha colpito in modo particolare.


Per Valdirene abbiamo trovato un centro che la segue, con neurologo, fisioterapia e quantaltro, ma i ritmi sono brasiliani, anzi, bahiani……( che è molto peggio) va 2 volte la settimana, ma a volte telefonano che non c’è. Invece per Gabriel,  abbiamo fatto una scelta differente. ora ha 10 anni ed è cresciuto molto. Ha una forza enorme e deve essere seguito 24 ore al giorno.  Visto che qui non avevamo più nessun uomo che ci aiutasse per seguirlo in tutto, abbiamo provato a spostarlo in una struttura di Fabriciano, sempre della Papa Giovanni, dove hanno gli uomini che fanno la 3° tappa del programma terapeutico e possono alternarsi con lui. Inoltre hanno lo psicologo che lo segue e l’ hanno già iscritto alla APAE, una scuola  specializzata per bambini con handicap.


Ci è spiaciuto molto, ma abbiamo deciso, insieme ai fratelli di comunità che era per il suo bene, quindi ci siamo convinti. Un altra decisione che però non abbiamo preso, ma abbiamo subito è stato l’ allontanamento di Luciene. Era con noi da quando aveva 14 anni, e, a fine anno, con 21 anni ha deciso di andare a vivere con una sua amica a Belo Horizonte, dicendo che là aveva già un lavoro pronto e sarebbe stata più vicina alla sua famiglia naturale.  Ci siamo rimasti molto male, perchè pensavamo di avere fatto un buon cammino insieme, invece ha fatto una scelta da sola. Comunque sappiamo che il nostro compito è accompagnarli per far loro raggiungere una autonomia e speriamo che questa scelta sia l’inizio di una autonomia, anche se pensavamo che non fosse ancora pronta per andare a vivere fuori di casa. Beh, speriamo di averle dato almeno un po’  di amore e di aver fatto per lei tutto quanto era nelle nostre possibilità, il resto lo lasciamo nelle mani del Signore.  Siamo convinti che Lui fa il meglio per tutti noi.


Siamo ancora aperti all’accoglienza delle persone della 3° tappa del programma terapeutico e, da Settembre è con noi Michelle, una ragazza di 31 anni che, pur avendo già terminato il suo programma, ha scelto di continuare con noi ancora un tempo e  sta essendo una presenza positiva in famiglia.


Anche per noi sono cambiate le cose. Qui è una vita molto più di corsa, accompagna uno, vai a prender l’altro….. le cose sono cambiate anche dal punto di vista dell’inserimento nelle istituzione religiose e politiche. Ad Araçuaì, dove siamo rimasti 14 anni, c’è stato un vero e proprio aumento dell’interesse per la casa-famiglia e della collaborazione da parte di tutta la Diocesi e della città e delle autorità cittadine. Eravamo diventati un forte punto di riferimento sia nel religioso, sia nel sociale. Ora in Salvador, siamo all’inizio, quindi ancora in una fase di curiosità per parte del sociale e cominciamo ora ad essere conosciuti in parrocchia.


Per il momento, comunque cerchiamo di fare tutto per il meglio dei nostri figli e lasciarci trasportare dove e come Dio vorrà. Qui si impara bene questo: una cosa davvero che stiamo imparando in Brasile è che non è bene fare troppi progetti, qui dicono : Deus sabe o que faz, o, se Deus quiser, quindi, se riusciremo ci metteremo sempre nelle mani di Dio sapendo che farà il meglio per noi.


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